Come funzionano le quote dei bookmaker sul calcio

Quando entriamo su un sito di scommesse, la prima cosa che ci salta agli occhi sono le quote, cioè l’importo che viene pagato in caso di vittoria della scommessa: queste sono decise dai bookmaker e, ovviamente, dipendono dalle probabilità che un evento succeda. A livello grafico, ed in base anche al luogo in cui giochiamo, ci possiamo imbattere in quote presentate in maniera diversa.

Tipologie di quote dei bookmaker

il giocatore con la palla

  • Quote decimali: queste sono le quote scommesse a cui siamo abituati, ad esempio, in Italia, ed indicano la quota complessiva che viene pagata in caso di vittoria. Supponiamo che la vittoria del Milan sulla Juventus sia data a 2,50: questo significa che giocando 10€ su questa quota si ottiene una vincita lorda di 25€, con un guadagno netto di 15€. Sarà perché è il modello di quota a cui siamo abituati, però è il modello più immediato e di facile comprensione anche per i principianti;
  • Quote frazionarie: tipiche del mondo inglese ed anglosassone in generale le quote frazionarie indicano, appunto sotto forma di frazione, l’importo netto della vincita. Esempio: se il Real Madrid ha una quota per la vittoria di ¾ nella sua partita contro il Barcellona, significa che la tua vincita netta sarà ¾ dell’importo giocato. Di conseguenza, se hai giocato 10€ su questa quota significa che la tua vincita netta è ¾ di 10€, vale a dire 7,50€. È un ragionamento più contorto ma una volta entrati nell’ottica, ci si riesce abbastanza facilmente.
  • Quote americane: qui la faccenda diventa più difficile, perché cambia proprio il concetto che sta alla base del sistema, perché le quote sono espresse in centinaia e precedute da un segno “+” o “- ”: avremo quindi quote come +140 o -330. Ma cosa vuol dire? Le quote con il segno “+” davanti indicano la vincita netta che si ottiene giocando 100$ (siamo in America): se il Bayern Monaco è dato vincente contro il Chelsea con una quota di +150, significa che giocando 100$ si ottiene una vincita netta di 150$. Le quote con il segno “- ” davanti, invece, indicano la cifra da scommettere per avere una vincita netta di 100$: rimanendo nell’esempio appena fatto, se la quota vittoria del Chelsea è di -140, significa che bisogna puntare 140$ per avere una vincita di 100$. Ne consegue che le quote con il “- ” davanti sono le più basse, mentre quelle con il “+” sono quelle più alte. Anche solo la spiegazione è stata lunga, ci va del tempo per capire come funziona e soprattutto come convertire in decimali.

Come vengono calcolate le quote?

calcio e terreni fangosi

Dopo questa premessa ci si pone un’altra domanda: come sono calcolate le quote dai bookmaker? Innanzitutto, chi crea le quote parte dal calcolo delle probabilità che un determinato evento possa accadere: facciamo un esempio che nel calcio è immediatamente comprensibile e supponiamo che i bookmaker abbiano calcolato (attraverso articolati sistemi che tengono conto di tantissimi fattori) che nella sfida Liverpool-PSG i primi abbiano il 50% di probabilità di vincere, i secondi il 20% e il pareggio abbia il 30%.

Da qui si applica la formula “100/probabilità” che ci dà una quota ancora lorda ma molto vicina al risultato finale: con il nostro esempio avremo, quindi, il Liverpool a 2,00 (100/50), il pareggio circa a 3,30 (100/33) il PSG a 5,00 (100/20). Così facendo, però, il bookmaker non avrebbe margini di alcun tipo, perché pagherebbe il 100% delle probabilità, quindi qui entra in gioco il concetto di “aggio”, che poi sarebbe il margine che il bookmaker si tiene sulle sue quote e che va frazionato sulle varie quote al fine di massimizzare i guadagni.

obiettivo sotto porta

Realisticamente, le quote finali per il nostro evento/esempio potrebbero essere una vittoria del Liverpool quotata a 1,85/1,90, un pareggio a 3,20 e una vittoria del PSG a 4,90. Una ultima nota, infine, per dire che queste sopra sono le quote di entrata, ma non sono fisse, bensì monitorate con attenzione dal bookmaker e cambiate all’occorrenza.

Questo succede sia perché ci possono delle importanti variazioni nell’evento in sé (ad esempio, squalifiche, infortuni, turnover) sia perché i flussi sulle scommesse potrebbero non andare come previsto, cioè gli scommettitori puntano in maniera diversa da quanto atteso dal bookmaker. In questi casi le quote vengono alzate o abbassate: l’obiettivo è incentivare o disincentivare le puntate su un determinato esito e ricondurre tutto ad un flusso di scommesse più redditizio per il bookmaker.